Mentre a San Donato Milanese si adottano solo provvedimenti che sembrano unicamente mirati a far cassa o così vengono percepiti dai cittadini e dai commercianti, ovvero la politica del fare con urgenza e velocità solo le strisce blu e frenare inspiegabilmente sulle altre misure che servono al Sud Est Milano, a Rimini l’uso di mobilita alternative viene incentivato con cartelli di marketing territoriale colorati, rastrelliere colorate, adesione al progetto nazionale #bikebee.

Immaginate di poter lasciare a casa l’automobile ed essere al sicuro su piste ciclabili manutenute con cura, pulite e spazzate, visibili e colorate. Utilizzare il mezzo più ecologico che esista e aver la certezza di poterlo legare in sicurezza con rastrelliere ogni 500 metri. Immaginate una città che disincentivi l’utilizzo delle auto in sosta per i non residenti e distribuisca equamente le strisce bianche e gialle insieme alle blu. Immaginate una città dove chi non vuole o non può usare la bicicletta sia incentivato a non usare l’automobile perché può utilizzare mezzi pubblici gratuiti. Questo è il succo dell’intervento fatto da Bicipolitana Network al termine della serata “CITTÀ SENZ’AUTO” organizzata dalla lista di opposizione San Donato Riparte.

Peccato che poi non siano state date risposte, a queste domande e suggerimenti, soprattutto in quanto tempo queste cose avrebbero potuto essere attuate.

L’incarico di concludere la serata è stato offerto, infatti, su un piatto d’oro all’assessore Gianfranco Ginelli, che prendendo il microfono si è seduto in mezzo ai relatori.

Le sue parole testuali sono che non c’è più tempo, faremo, adotteremo, ma come potete vedere anche voi nessun’altra azione correttiva è ancora iniziata dopo oltre un mese dalla realizzazione delle strisce blu, nessuna pista ciclabile esistente è stata manutenuta e ripulita, nessun nuovo mezzo pubblico ha iniziato a circolare.

A tal proposito, è stato detto che i mezzi pubblici esistenti sono più che sufficienti.
I fatti dimostrano ben altro, sono sotto gli occhi di tutti i cittadini.

Le due velocità nel realizzare cose sono figlie di una politica che oggi è orientata solo a far cassa e non tiene conto delle esigenze rappresentate dai cittadini. Si racconta sempre che tutte le soluzioni alternative verranno realizzate ma non si definisce nessuna tempistica (quando?)

Lo ribadisce anche nei suoi interventi e nelle slides Marco Menichetti durante la presentazione di una città senza auto, usa spesso  “far cassa”.

Lo dimostrano anche le bocciature dei commenti al Biciplan, redatte dalle associazioni e dalla Consulta per la Mobilità Ciclabile, dove l’assessore e Vice Sindaco  Gianfranco Ginelli boccia in pratica i progetti innovativi sottoposti all’amministrazione e siglati già da un patto di collaborazione e da un Bilancio Partecipativo già in parte realizzato e pensato per essere modulare, portati avanti senza interessi da Bicipolitana Network.  (#BIKEPOINT E #MARKETINGTERRITORIALE)

Nel nostro intervento ribadiamo la necessita di intraprendere la strada già adottata da alcune città europee, ovvero una città con mezzi pubblici gratuiti. Questo secondo noi si può fare, basterebbe essere fermi e decisi nell’ impedire che ogni azienda presente nel nostro territorio faccia circolare, inquinando, una navetta privata che porta solo i dipendenti dalla m3 di confine al posto di lavoro.

Tutto questo si può ascoltare nel podcast integrale registrato da RecSando/Bicipolitana Network e che rendiamo qui disponibile.
È chiaramente una politica, quella che oggi sta portando avanti questa amministrazione, che non va nella direzione di disincentivare veramente l’uso delle auto.  È la politica del fare le cose a due velocità; strisce blu disegnate in una settimana e nessuna altra azione sopra descritta fa intendere che gli obiettivi che si vogliono raggiungere non siano quelli che tutti i cittadini stanno aspettando.

Le risposte monodirezionali e non aperte al confronto con i cittadini, la chiusura e la miopia di vedute e i progetti rimasti al palo  da questa amministrazione comunale, non vanno nella direzione di realizzare una città a misura d’uomo, anzi sono un danno per tutto il sud est Milano e che impediscono ai nostri Comuni vicini di poter scegliere di lasciare a casa l’automobile, costretti ad usarla per carenza di mezzi pubblici di trasposto nel Sud Est Milano in tutte le fasce orarie.

Non ci piace quindi lo slogan di questa amministrazione che ama scrivere sui social con l’hastag #avanticosi. Questa politica delle parole e non dei fatti, di cose realizzate a metà non ci trova concordi.
Ci sembra trasparente e doveroso anche informarvi di quello che è avvenuto al termine della serata, al di fuori del Comune.
Al termine della serata alla nostra richiesta, rivolta a Ginelli, di chiarimenti sul perché si stia perdendo cosi tanto tempo per portare a  termine il progetto BikepOint, già in vigore con un patto di collaborazione, frenato solo perché il commerciante che aderisce pur non pagando la tassa di occupazione del suolo pubblico e mettendo una rastrelliera a sue spese, DOVREBBE ESSERE RESPONSABILE CIVILMENTE QUALORA QUALCUNO SI FACESSE MALE INCIAMPANDO NELLA RASTRELLIERA, siamo stati letteralmente scaricati, dicendoci che non siamo collaborativi.  Secondo lui se nel patto non è espressamente scritto, anche se la responsabilità civile in altri Comuni è a carico delle Amministrazioni Comunali, dovremmo rivedere il patto. Dopo quindi 700 giorni di lavoro gratuito portato avanti da Bicipolitana Network, per costruire un sistema di incentivazione all’uso della bicicletta, con vantaggi per i commercianti e mirato ad incentivare il consumo al chilometro zero siamo stati indirizzati all’ Assessore Francesco De Simoni. Il quale dopo la nostra richiesta di incontro, le nostre osservazioni scritte, risponde che non ha ancora avuto il tempo di leggerle e ci contatterà, chiedendoci scusa.

Ma ora ascoltatevi il podcast, è la parte finale la più interessante, i commenti fatti dal pubblico e la conduzione finale fatta da Ginelli.
Personalmente, trovo strano che in una serata di SDR, si sieda tra i relatori e prenda la parola un politico della maggioranza, il quale inizia a raccontare senza fornire risposte, togliendo tempo all’intervento finale di Marco Pagliotta, che a serata ormai conclusa, quando più nessuno tra i presenti si aspettasse che parlasse e inizia ad alzarsi dalle sedie della sala consiliare, prende parola per dire cose che nessuno saprà. (ci scusiamo con Marco Pagliotta per non aver registrato il suo breve intervento)

Noi vorremmo incontrare l’ufficio di SAN DONATO CONDIVISA ma consapevoli delle due velocità, quello che vorremmo aggiungere al nostro patto  di colleborazione è che la responsabilità civile per le rastrelliere sia a carico totalmente del Comune di San Donato, e che il premio assicurativo sia pagato  per sempre con i soldi ricavati dal piano sosta.

 

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