Senso Unico eccetto biciclette …. Milano fa la cosa giusta

Da fine Settembre 2017 Via Brera a Milano diventa la prima strada della città metropolitana a entrare in una dimensione “necessaria per il benessere delle città”, quella della bicicletta libera.

Perché non estendere questa scelta etica, che favorisce il flusso dell’unico mezzo ecologico, negli spostamenti da una parte all’altra della città?

 

La proposta di Bicipolitana Network è di estenderlo  a tutta la città metropolitana.

Dobbiamo entrare nella logica degli altri paesi europei e non possiamo rimandare questa scelta.

Siamo già in ritardo  se pensiamo che in Olanda, era la fine degli anni Settanta quando il ministro dei Trasporti, il conservatore Dany Tuijnman, sottolineò come “la sfida più grande che abbiamo di fronte è quella di archiviare il luogo comune che porta all’equivalenza mobilità uguale macchina.

Perché se è vero che il muoversi è un diritto, è altrettanto vero che farlo in modo intelligente è un nostro dovere”. Per Tuijnman il dovere di ogni olandese era quello “di muoversi con la consapevolezza di dove si deve andare”, promettendo di fare “tutto il possibile per poter rendere la mobilità olandese, una mobilità intelligente, favorendo quindi la ciclabilità cittadina e la mobilità veloce tra città e città”. Autostrade per il paese e sensi unici nei paesi, facilità di spostamento nel territorio olandese e uno sforzo di dissuasione all’uso dell’auto in città: questo era il piano che il ministro iniziò a mettere in pratica. E il controsenso ciclabile fu uno dei suoi suggerimenti ai sindaci: “Facilitare al massimo gli spostamenti in bicicletta è il modo migliore per cambiare i nostri comportamenti, diminuire le spese dello stato e favorire la mobilità generale”. Dieci anni dopo, il sindaco di Utrecht Lien Vos-van Gortel, finì di mettere in pratica le direttive di Tuijnman: “Stiamo dando ai cittadini una città migliore, una città dove tutti avranno uno spazio sicuro per muoversi. E l’unico modo per rendere questo possibile è incanalare le macchine e lasciare libere le biciclette”. Con un’unica eccezione: “L’unica regola che deve esistere per le biciclette è quella di rispettare cosa c’è attorno, i pedoni soprattutto”. Eccezione che porta a un corollario: “Per fare questo non dobbiamo pensare che la soluzione sia punire severamente le infrazioni, dobbiamo rendere le persone consapevoli di quello che fanno”.

 

 

 


Gli articoli di RecSando / Bicipolitana Network sono in linea grazie alle Convenzioni con gli esercizi commerciali che aderiscono al progetto #BikePoint

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