La vera sfida per migliorare la mobilità sta nel rendere le persone partecipi dei vantaggi di uno stile di vita basato sulla riduzione della propria impronta negativa, sulla vita degli altri: meno rumore, meno spazio occupato, meno tossicità dell’ambiente, ma più moto, più benessere, più soldi, più tempo per se e per gli altri.

 La bicicletta è un veicolo che dà una gioia speciale, difficilmente imitabile da altri mezzi.

Con la bicicletta si riscopre il lato ludico e partecipativo e sempre per più persone sta diventando uno stile di vita.

Incentivare il bike to Work, il bike to Shop, il bike to school, migliora l’umore dei cittadini e facilita la concentrazione, certamente scarica la tensione, vitalizza la forma fisica.

Se una scuola, una azienda, un’ amministrazione promuovono l’uso della bici, la loro immagine sociale ed etica migliorano.

Il traffico si riduce e un uso collettivo è vincente perché non ti fa sentire solo.

Occorre aiutare concretamente le persone a pedalare, anziché aspettare che lo facciano da sole, favorendone l’uso con sconti incentivi e vantaggi.

Il segreto è anche quello di rendere le piste esistenti collegate tra dì loro. Insomma #unireIQuartieri

L’altro segreto è quello di adeguare il traffico alla velocità del ciclista e realizzare agli incroci stradali gli attraversamenti ciclabili a fianco delle strisce pedonali.

Favorire la ciclabilità soprattutto in ambito urbano è una sfida che riguarda tutte le città del mondo, soprattutto il mondo occidentale, ma è un tema che stanno affrontando anche le economie emergenti.

Incentivare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano significa soprattutto migliorare la qualità dell’aria ma anche avere città più silenziose, sicure, vivibili e belle. Nelle città le persone che utilizzano la bicicletta sono in costante aumento, e a ragione: perché è un mezzo di trasporto agile, che non ingombra, non inquina, non fa rumore, non produce emissioni …ed è economica!

L’unico vero inconveniente per i pedalatori è il fattore rischio: automobilisti e ciclisti condividono lo stesso spazio stradale, ma non lo stesso stile di guida. È comune interesse, tuttavia, prevenire i conflitti. In ogni città, in ogni Comune, in ogni paese deve essere incentivato e favorito il parcheggio della bicicletta. Occorre recuperare lo spazio occupato dal parcheggio di un’automobile e permettere che al suo posto venga posizionata una rastrelliera che permetta ai ciclisti di poter legare la bicicicletta per un breve periodo ed entrare in un negozio, favorendo così l’economia locale e il consumo al Km0

I ciclisti hanno sicuramente le regole del Codice della Strada da seguire, tuttavia ci permettiamo di fornire alcuni consigli rivolti agli automobilisti, in modo che possano circolare con maggior serenità.

Prima di aprire la portiera, guarda sempre nello specchietto retrovisore: potrebbe arrivare un ciclista (o un pedone) di cui non ti eri accorto.
Quando ti fermi ad un semaforo o a uno stop, rispetta i ciclisti che circolano alla tua destra e lascia loro un pò di spazio per passare.
Non lasciare l’auto in doppia fila neppure per un minuto: costringeresti i ciclisti a fare manovre molto pericolose (e comunque intralci il traffico).

 

Quando sorpassi una bicicletta, lascia sempre uno spazio di almeno un metro e mezzo: chi va in bici potrebbe sbandare proprio nel momento del sorpasso e, se la strada è stretta, aspetta qualche secondo.
Non frenare all’ultimo momento in prossimità degli attraversamenti pedonali e ciclabili: chi va a piedi o in bici vuole essere sicuro di essere visto.
Non sorpassare una bicicletta, se poco più avanti devi svoltare a destra: a nessuno piace vedersi tagliare la strada.
La velocità aumenta il pericolo e diminuisce la percezione degli imprevisti.
Un impatto a 30 Km/h non ha quasi conseguenze, a 50 Km/h si ha il 50% di probabilità di morte (è come cadere dal terzo piano), a 70 Km/h la probabilità di morte sale al 90% (equivalente ad una caduta dal quinto piano).
E ricorda che: parcheggiare a ridosso di una curva la rende automaticamente “cieca”, a ridosso di un incrocio obbliga chi si immette in strada (specie le auto) a doversi spingere fino a metà carreggiata per vedere, a ridosso delle strisce pedonali obbliga i pedoni a buttarsi in strada senza poter guardare prima chi arriva. Per non parlare della sosta su marciapiedi e strisce.

 


Gli articoli di RecSando / Bicipolitana Network sono in linea grazie alle Convenzioni con gli esercizi commerciali che aderiscono al progetto #BikePoint

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail