BikeMi

Fino al 10 gennaio è possibile acquistare l’abbonamento annuale al sistema di bike-sharing della città di Milano a 26 euro, scontato rispetto al prezzo normale di 36 euro (il prezzo per l’utilizzo giornaliero è di 4,50 e per l’utilizzo settimanale è di 9 euro).

BikeMi è il sistema di bike-sharing di maggior utilizzo e successo in Italia ed ha numeri notevoli: lanciato il 3 dicembre 2008, l’estate scorsa ha superato i 10 milioni di utilizzi. Tra poco usciranno i dati del 2015 che dovrebbero confermare il superamento dei 3 milioni di prelievi effettuati nell’anno (erano  2 milioni e mezzo nel 2014 e quasi 2 milioni nel 2013) e l’aumento costante di abbonati. Durante le giornate di picco si sono superati i 15mila prelievi in un solo giorno, a fronte di una media giornaliera superiore ai 12mila. Le previsioni davano la chiusura dell’anno con circa 280 stazioni attive e 3650 bici tradizionali oltre alle 1000 a pedalata assistita.

Noi di Bicipolitana, del sud-est milanese, non possiamo non porci un interrogativo: la decisione del comune di San Donato Milanese di assegnare il bike-sharing cittadino ad una società diversa da quella che gestisce BikeMi non penalizza i suoi abitanti che, in un’ottica di città metropolitana, difficilmente – a meno di integrazioni auspicabili ma ad oggi impossibili da realizzare – potranno muoversi con un unico abbonamento in tutto il territorio metropolitano? San Donato non avrebbe potuto essere il Comune pioniere di un’integrazione del bike-sharing unico nella città metropolitana?
Fatta salva la libertà di un’Amministrazione di poter avviare un bando e sceglierne il vincitore, non sarebbe stato meglio considerare fin dall’inizio la necessità di integrare il proprio sistema con quello della città di Milano? Una serie di dati sottoposti ad esperti di bike-sharing ci dice che la scelta di un fornitore diverso da BikeMi potrebbe non essere quella economicamente e a medio termine più efficace.
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