Fin dai tempi antichi, quello del volo è stato per il genere umano un motivo di aspirazione e tormento, come ben ci insegna l’episodio mitologico dell’insuccesso di Icaro.
Il vecchio sogno del volo, quindi. Come ha ben spiegato il grande filosofo ed epistemologo Gaston Bachelad nel suo ” La psicoanalisi dell’aria “, il volo richiama subito nella mente e nel corpo la fluidità e l’impalpabile, evoca distacco ed evasione dalle catene che ogni giorno ci legano a quella terra che è e sarà il nostro giaciglio.
Il bisogno di volare prevede però delle ali per essere portato a compimento, naturali o artificiali che siano, nota questa tutt’altro che trascurabile, oppure un mezzo che possa riempire le nostre mancanze fisiologiche e meccaniche per aiutarci nel sollevamento, vale a dire supportandoci nel far sì che si possa attuare la vendetta della leggerezza contro quella infausta gravità che ci vincola e ci schiaccia.
Il significato del volo di Icaro è quindi spiegabile con la sopravalutazione imprudente delle proprie capacità, col mancato riconoscimento dei propri limiti, e , quindi, con la scelta di compiere delle azioni al di sopra delle proprie forze.
Ma questo non avrebbe dovuto essere un articolo che andava a trattare l’inaugurazione della ciclabile sospesa sul Lago di Garda ?
 
Ebbene sì, sabato 14 luglio 2018 infatti vi è stato il taglio del nastro dei primi 2 kilometri ( più precisamente 1980 metri ) della nuova pista ciclopedonale considerata a buon ragione da molti ” la più bella d’Europa “, se non del mondo.
E questo non è altro che il piccolo ( ma mozzafiato, credeteci ) prodromo di un anello che a costruzione ultimata circumnavigherà tutto il Lago di Garda per una lunghezza complessiva, tenetevi forte, di ben 140 chilometri tondi tondi.
Impressionante vero ?
Ma l’Italia non era quel paese dove era impossibile realizzare infrastrutture rivolte alla mobilità lenta o dolce ( chiamatela pure come volete, l’importante, come sempre, è la sostanza dei fatti e delle cose ) di una certa importanza e consistenza tecnica e di budget complessivo elevato ?
Se puoi pensarla, puoi farla !
Abbiamo voluto intitolare così il nostro pezzo di cronaca in presa diretta ( noi di RecSando / Bicipolitana Network,  eravamo infatti a Limone sul Garda e abbiamo assistito in real time all’inaugurazione tenutasi, tra l’altro, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture On. Danilo Toninelli e dell’Assessore regionale allo Sport della Lombardia Dott.ssa Lara Magoni ) proprio perché ciò che è successo sabato scorso nella splendida cornice della cittadina ubicata sul versante bresciano del meraviglioso Lago di Garda è la prova provata che, anche in Italia, amministrazioni lungimiranti e rivolte con lo sguardo verso il futuro devono e possono contribuire in maniera determinante alla crescita del paese, anche e soprattutto in quei frangenti che ci vedono fanalini di coda in Europa.
 
Ciclabile del garda

ciclovia sul Lago di Garda – Limone

 

E quando questi impegni sono presi sul serio e diventano stelle polari nell’agire amministrativo quotidiano, allora i risultati possono essere davvero sorprendenti, come nel caso della pista ciclopedonale che stiamo qui descrivendo.
Leggiamo a ogni piè sospinto, soprattutto nel periodo estivo, che l’Italia, il Belpaese dunque, potrebbe sostentarsi anche e solo andando ad attingere dai suoi inesauribili e inestimabili giacimenti petroliferi che tutto il mondo ci invidia. Ma cosa avete capito ? Non stiamo parlando di carburanti, bensì di quelli che Giovanni Spadolini chiamava i ” giacimenti culturali italiani “, vale a dire le nostre infinite bellezze storiche, artistiche, naturali e paesaggistiche, come in questo caso appunto.
La ciclopista ” più bella d’Europa ” risulta inoltre essere un’infrastruttura strategica oltre che mozzafiato, lo ripetiamo. Raggiungere infatti Riva del Garda, in provincia di Trento, partendo da Limone in bicicletta, vorrà dire da adesso avere la possibilità, volendo, di proseguire pedalando verso l’Austria, sfruttando quel percorso già esistente e che però si fermava sulle sponde trentine del Benaco, l’antico nome dato dai Romani al Lago di Garda.
 
Quei 1980 metri sospesi tra acqua e cielo diverranno ora, immaginiamo senza aver paura di sbagliarci, i primi metri di una calamita fortissima capaci di attrarre le più svariate forme di cicloturismo, da quello italiano a quello europeo ( con i paesi di lingua tedesca in primis ) e forse mondiale. Un piccolo dato per far capire le possibili ragioni di un boom atteso a breve: se lo scorso anno la città di Limone sul Garda ha registrato come visitatori circa, tenetevi forte, 1 milione e 300 mila unità, di quale delta potrebbe andare a incrementarsi questa cifra se le immagini fotografiche e i video relativi all’inaugirazione della ciclabile varcheranno i confini lombardi ( abbiamo usato un eufemismo, ovviamente ) ?
 
Noi crediamo che questo delta si incrementerà e di molto, soprattutto se chi vedrà le immagini relative a sabato scorso proverà a chiudere gli occhi cercando di calarsi con testa e cuore a riflettere su cosa significhi camminare o pedalare sospesi nel vuoto cullati tra l’azzurro del lago e quello del cielo. Un’esperienza unica, credeteci. E imitateci. Perché è nei sogni che si realizzano che l’uomo trova la forza di lasciare il mondo un pizzico migliore di come l’ha trovato.
E stavolta, senza dover scomodare Icaro, quei sognatori che non si sono fermati alle difficoltà imposte da acqua e roccia, ci sono davvero riusciti.
 
 
 
 
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