Cominciamo con l’osservare i dati dei valori di PM10 dalla pagina dedicata del sito della città metropolitana: inlinea.cittametropolitana.mi.it/dati_ambientali/pm10

Qui il grafico dell’andamento di tutto l’anno dello stesso parametro:

20151228pm10

Da aprile a ottobre la situazione è relativamente buona, nel senso che ci sono degli sforamenti sul limite dei 50 microgrammi per metro cubo ma sono tutto sommato abbastanza sporadici; altro discorso è per il resto dell’anno, grossomodo 5 mesi su 12, in cui sono sporadiche le occasioni nelle quali i valori scendono sotto la soglia.

Dobbiamo prendere tutti coscienza del fatto che la situazione è di vera emergenza. Tutti dobbiamo sentire il dovere di farcene carico e tutti dobbiamo attuare comportamenti in linea con la necessità di inquinare di meno.

Al di là dei risultati che il blocco del traffico a Milano determinerà in questi 3 giorni, e al di là del fatto che, attorno alla città di Milano, il blocco non avviene su tutto il territorio perché molti comuni dell’hinterland non vi hanno aderito, dobbiamo almeno riconoscere il valore educativo di questa iniziativa: tante persone saranno finalmente costrette a prendere i mezzi pubblici e a sentirsi responsabili di quando non lo faranno. Certo, la soluzione deve essere strutturale – e qui si potrebbe parlare per mesi -, ma questo blocco serve anche a indurre un cambio di mentalità nelle persone perché tutti abbiamo bisogno di responsabilizzarci un po’ sulla questione dell’inquinamento. Magari domani, se si costruirà qualche pista ciclabile in più, qualcuno finalmente non inveirà contro la “lobby dei ciclisti”, ma penserà che, grazie alla ciclabile, qualche auto non compierà più quello stesso percorso. Magari qualcuno arriverà a pensare che quei soldi investiti così, saranno stati investiti bene. Il cambio di passo lo dobbiamo fare pensando che dobbiamo costruire le nostre città e i nostri quartieri a misura d’uomo, non a misura di automobile.

E andare in bicicletta, anche d’inverno e in questo periodo di PM10, resta un’attività più salutare che guidare un’automobile; l’importante è muoversi al passo giusto, senza sforzo e senza aumentare la frequenza di respirazione, tanto, ancora per un po’, non corriamo nemmeno il rischio di bagnarci per la pioggia!

 

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