21 giorni di smog
In questi giorni, probabilmente complice la conferenza sul clima di Parigi, leggo sui quotidiani articoli imbarazzanti sugli attuali livelli di inquinamento che non riusciamo proprio a controllare.
Negli stessi articoli si afferma addirittura che l’aspettativa di vita dei cittadini è in costante diminuzione, seguendo un trend che è in questa direzione ormai da anni.
Nonostante gli allarmismi che periodicamente vengono sollevati, mi pare che la situazione sia drammaticamente seria. Nella Pianura Padana molte aree oltrepassano regolarmente il limite determinato dall’Unione Europea pari ad una concentrazione media annua di 25 microgrammi per metro cubo d’aria. Nell’area del milanese sforiamo tranquillamente anche la soglia del PM10 raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le PM10 sono determinate per la maggior parte dagli scarichi delle automobili (a motore termico).
E’ evidente dunque che tutti dobbiamo e possiamo fare uno sforzo: rinunciare un poco alla propria comodità.
Come?
Abbassando la temperatura di casa propria e mettendosi un maglione in più e, qualora il riscaldamento sia centralizzato, pretendere dall’amministratore l’abbassamento della temperatura di 1 o 2 gradi.
Sul fronte della mobilità basterebbe diminuire l’utilizzo dell’auto privata, utilizzare i mezzi pubblici (dove il servizio ha livelli accettabili) e considerare che muoversi in bicicletta, almeno quando non piove, è una modalità da prendere in considerazione.
Avere piste ciclabili degne di questo nome e servizi di bike-sharing con stazioni distribuite uniformemente sul territorio e integrate con i punti di snodo dei mezzi pubblici significa operare contro l’inquinamento.
Quindi educare i cittadini a muoversi utilizzando mezzi meno inquinanti o addirittura non inquinanti ci può allungare la vita.
Dopo aver seguito questi consigli ci sarà una piacevole sorpresa: a lungo termine il conto in banca sarà più pingue!
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